Proroga immissione specie ittiche non autoctone: via libera fino al 31 maggio 2026
l Decreto Legge “Semplificazioni” è ufficialmente legge dal 3 dicembre 2025 e introduce una proroga fondamentale per la pesca sportiva nelle acque interne, autorizzando l’immissione di specie ittiche non autoctone fino al 31 maggio 2026.
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge 2 dicembre 2025, n. 182, recante “Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in materia di attività economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese”, viene accolto all’articolo 69 l’emendamento che consente il ripopolamento di fiumi, laghi e torrenti italiani con specie alloctone.
Quali specie ittiche sono interessate
La proroga riguarda in particolare:
- Trota iridea
- Trota fario atlantica
Specie fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio economico e sportivo del comparto della pesca sportiva e per l’attività degli stabilimenti ittiogenici.
Il commento della FIPSAS
Il presidente della FIPSAS, prof. Ugo Claudio Matteoli, ha definito il provvedimento:
«Una boccata d’ossigeno fondamentale per il settore della pesca sportiva e per gli stabilimenti ittiogenici, giunta al termine di un anno complesso in cui la Federazione, insieme alle Regioni, ha lavorato con determinazione per ottenere questo risultato».
Matteoli ha espresso il proprio intervento dal Messico, dove è in corso il Mondiale FIPSed – Predators AB from Kayak.
Ringraziamenti alle forze parlamentari
Il presidente FIPSAS ha inoltre ringraziato il lavoro svolto in commissione parlamentare da:
- Lega (On. Mirco Carloni, On. Francesco Bruzzone)
- Fratelli d’Italia (On. Marco Cerreto, Sen. Giorgio Salvitti)
Con un ringraziamento particolare al Sen. Giorgio Maria Bergesio (LSP) per il contributo determinante all’approvazione dell’emendamento.
Un passo avanti in attesa di una soluzione definitiva
La proroga rappresenta uno strumento essenziale per il comparto ittico, in attesa di una revisione definitiva del DPR 357/97, che attualmente vieta l’immissione di specie non autoctone nelle acque interne.
«La Federazione – conclude Matteoli – vede finalmente riconosciuto il lavoro, le competenze e il ruolo centrale svolto nella gestione delle acque interne e nella tutela della pesca sportiva italiana».
È possibile consultare il testo completo dell’articolo 69 direttamente sulla Gazzetta Ufficiale.
