Canale 8000 nel Fucino: FIPSAS Abruzzo e Consorzio di Bonifica insieme per prevenire nuovi danni ambientali
FIPSAS Abruzzo esprime forte preoccupazione per le condizioni di Canale 8000, nel comprensorio del Fucino, e richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di prevenire il ripetersi di situazioni che, nel recente passato, hanno messo gravemente a rischio l’equilibrio ambientale e la fauna ittica del reticolo idrico fucense.
Canale 8000 non è soltanto un’infrastruttura al servizio dell’agricoltura: è un ambiente vivo, essenziale per la tutela della biodiversità, per la pesca sportiva e per l’intera comunità del territorio. Per questo, la disponibilità della risorsa idrica deve essere gestita con responsabilità, nel rispetto delle concessioni, dei limiti di prelievo e delle prescrizioni poste a tutela dei corsi d’acqua.
Le notizie e le segnalazioni emerse negli ultimi anni hanno evidenziato criticità rilevanti nei canali del Fucino, con abbassamenti dei livelli idrici, condizioni difficili per la fauna acquatica e fenomeni di moria di pesci. In particolare, la denuncia resa pubblica da ASD Crisalide Avezzano e riportata da SITe.it richiama il mancato rispetto del Deflusso Minimo Vitale e la necessità di controlli più efficaci sui prelievi destinati all’irrigazione.
FIPSAS Abruzzo ritiene che non si possa attendere una nuova emergenza per intervenire. La situazione che Canale 8000 ha vissuto lo scorso anno — descritta da più soggetti come scandalosa per le sue conseguenze ambientali — non deve più ripetersi.
Collaborazione con il Consorzio di Bonifica
In questo contesto, FIPSAS Abruzzo sottolinea l’importanza della collaborazione avviata con il Consorzio di Bonifica, finalizzata a monitorare le criticità, condividere le segnalazioni e attivare tempestivamente tutte le istituzioni competenti.
L’obiettivo comune è allertare i Comuni interessati, la Regione Abruzzo e le forze dell’ordine affinché siano garantiti controlli effettivi, continui e verificabili sul rispetto delle regole relative ai prelievi irrigui. Una collaborazione operativa tra associazioni, Consorzio e istituzioni è indispensabile per proteggere il reticolo idrico, prevenire condotte non conformi e intervenire prima che il danno ambientale diventi irreversibile.
La recente attivazione di misure straordinarie contro la siccità nella Piana del Fucino dimostra quanto il problema sia concreto. Come riportato da MarsicaLive, è stato sottoscritto un protocollo tra istituzioni locali e associazioni di categoria, con restrizioni temporanee ai prelievi irrigui, controlli delle forze dell’ordine e sanzioni previste in caso di violazione.
Tali misure rappresentano un segnale importante, ma devono tradursi in un presidio costante del territorio, non limitato ai soli momenti di emergenza.
Le richieste di FIPSAS Abruzzo
FIPSAS Abruzzo chiede che, per Canale 8000 e per l’intera rete dei canali fucensi, vengano assicurati:
- controlli regolari e capillari sui prelievi di acqua a uso irriguo;
- verifiche sul rispetto dei limiti previsti dalle concessioni e del Deflusso Minimo Vitale;
- comunicazioni tempestive ai Comuni, alla Regione Abruzzo e alle forze dell’ordine in presenza di criticità;
- monitoraggio trasparente dei livelli idrici, accessibile agli enti e ai soggetti coinvolti nella tutela ambientale;
- interventi rapidi a protezione della fauna ittica qualora si verifichino condizioni di sofferenza ambientale;
- un coordinamento permanente tra Consorzio di Bonifica, istituzioni, agricoltori, associazioni ambientaliste e associazioni di pesca sportiva.
Tutela ambientale e agricoltura: un equilibrio necessario
La tutela dell’agricoltura e quella dell’ambiente non sono obiettivi contrapposti. Al contrario, possono e devono convivere attraverso una gestione equilibrata, controllata e sostenibile dell’acqua.
La Federazione continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione affinché Canale 8000 non torni in stato di degrado. Per questo, FIPSAS Abruzzo continuerà a perseguire tutti i contravventori della legge denunciandone i comportamenti alle autorità sia in sede civile che in sede penale, a difesa dell’ambiente e della legalità.



